Dalle maxi inchieste ai salvataggi in mare, la polizia di Stato premia i suoi uomini e donne-simbolo a Genova

Durante le celebrazioni per il 174° anniversario della fondazione della polizia di Stato sono stati consegnati encomi e lodi agli operatori che si sono distinti in indagini, servizi di ordine pubblico, soccorsi e operazioni contro criminalità, violenza e truffe

Non soltanto la celebrazione istituzionale, ma anche il riconoscimento concreto del lavoro svolto ogni giorno sul campo. La mattinata del 174° anniversario della fondazione della polizia di Stato, a Genova, si è chiusa con la consegna di attestati di riconoscimento al personale che si è distinto in attività di polizia giudiziaria, investigazioni, soccorso pubblico e servizi di ordine pubblico. Dopo l’intervento del questore Silvia Burdese, la cerimonia ha acceso i riflettori su alcune delle operazioni più significative condotte nell’ultimo periodo dagli uffici e dai reparti della provincia.

Tra i riconoscimenti più rilevanti figurano tre encomi solenni e sei encomi assegnati alla Squadra mobile e al Servizio investigativo centrale operativo per l’attività che ha portato a individuare due associazioni per delinquere dedite alla raccolta di scommesse clandestine, all’usura e all’autoriciclaggio. L’indagine si è conclusa con il deferimento di quaranta persone, nove delle quali sottoposte a misure restrittive, e con il sequestro di beni mobili e immobili per un valore complessivo di 750 mila euro.
Ampio spazio è stato dato anche agli operatori impegnati nella gestione dell’ordine pubblico in occasione del derby tra Genoa e Sampdoria, uno dei momenti più delicati sotto il profilo della sicurezza cittadina. In quel contesto sono stati consegnati un encomio solenne, cinque encomi e sette lodi a funzionari e agenti che, secondo quanto ricordato durante la cerimonia, sono riusciti a impiegare al meglio tecniche operative e mezzi speciali per evitare il contatto tra le opposte tifoserie, nonostante il fitto lancio di oggetti, petardi e fumogeni, che provocò lesioni di varia natura tra il personale in servizio.
Riconoscimenti anche per il Centro operativo sicurezza cibernetica, con due encomi attribuiti agli operatori che hanno condotto una complessa attività investigativa culminata con l’esecuzione di una misura cautelare in carcere nei confronti di una donna accusata di truffa aggravata sul web. La stessa indagine ha consentito di ricostruire l’organizzazione criminale di cui faceva parte, dedita alle frodi informatiche, e di sequestrare somme di denaro per un valore totale di 500 mila euro.
Tra gli episodi premiati c’è anche quello che esce dal perimetro dell’indagine pura e racconta invece un gesto di coraggio individuale. Un encomio è stato infatti riconosciuto a un operatore dell’Ufficio di Gabinetto della Questura che, pur essendo libero dal servizio, è intervenuto in mare riuscendo a salvare un uomo ormai sopraffatto dalle onde. Un intervento che ha aggiunto alla cerimonia anche una dimensione profondamente umana, oltre che professionale.
Tre encomi sono poi andati alla polizia di Frontiera per l’arresto di tre uomini accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane che si trovava in gita scolastica a bordo di una nave da crociera. Un’altra attività investigativa premiata è quella della squadra investigativa del commissariato Prè, destinataria di una lode per un’indagine che ha portato all’arresto di due persone ritenute coinvolte nello spaccio di sostanze stupefacenti nel centro storico di Genova, con base operativa in appartamenti di Sampierdarena e Cornigliano. In quel caso venne anche sequestrato un chilo di cocaina.
Due encomi sono stati attribuiti inoltre alla Squadra mobile per l’attività che ha consentito di arrivare alla misura cautelare in carcere nei confronti di appartenenti a una baby gang composta da undici giovani, sette dei quali minorenni, ritenuti responsabili di una rapina pluriaggravata compiuta con estrema violenza nel centro cittadino. Sul fronte della tutela delle vittime, infine, due lodi sono andate agli operatori della Squadra volanti che sono riusciti a mettere in salvo una donna minacciata e perseguitata e ad arrestare l’uomo che l’aveva inseguita in auto dopo averla minacciata di morte.
A chiudere la cerimonia non è stato un atto formale, ma una voce giovane. Sul palco si sono esibiti gli alunni delle classi 2A, 2B e 2C dell’Istituto San Martino Borgoratti, autori e interpreti della canzone “Non è un Jouer”, brano ispirato a “Gioca Jouer” e dedicato al tema del bullismo. Un finale che ha legato il momento dei riconoscimenti al lavoro educativo e di prevenzione, in una mattinata costruita non solo per celebrare chi indossa la divisa, ma anche per ricordare il rapporto quotidiano tra sicurezza, scuola e comunità.
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